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11.10.2008 |
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Premetto che fare un test non è mai cosa facile, come giustamente scritto dal mio caro amico Roby “Brazil” Da Costa, e si corre anche il rischio di dare informazioni sbagliate in quanto le valutazioni non possono che essere molto personali; è chiaro quindi che quanto scrivo è frutto della mia piccola esperienza di anziano (!!) regatante, direi poco più che amatoriale, e non pretendo di dare consigli a nessuno, né tantomeno di paragonare tavole dei vari “brands”, soprattutto nell’ambito della categoria delle tavole slalom, la quale di per se è già molto competitiva ed agguerrita. Iniziamo col dire come le tavole T1 RS 67 e 84 mi sono state consegnate direttamente dall’importatore Thommen1 per l’Italia, il gentile e preparatissimo Andrea Bargi, e che tali tavole, come del resto tutta la nuova produzione Thommen, benché annunciate per il 2008 in realtà sono andate in produzione in ritardo a causa della proverbiale maniacalità per i particolari dello shaper/owner Peter Thommen (chi bazzica il windsurf da almeno 20 anni capisce di chi stò parlando…per gli altri basti dire che se l’accoppiata F2/Dunkerbeck ,insieme o separati, hanno vinto tanto nei passati 15 anni lo devono proprio a questo signore ora Maui resident); pertanto questa che vi presento è la produzione slalom per il 2009.
A TERRA Grafica molto sobria e carbonio a vista per il logo T1 davanti ai pads posteriori e per le scritte Thommen sui rails… Le tavole vengono vendute con relative sacche super imbottite e strarifinite, ottime pinne da slalom in G10 (Kai Hopf design), che non devono essere sostituite, e footstraps di prim’ordine; ciò, unito alla costruzione full carbon di cui sotto, determina chiaramente un prezzo di poco superiore agli slalom delle altre case, i quali però necessitano poi dell’acquisto separato di sacca (almeno 70/80 € se buona) e di pinna race seria (nella migliore delle ipotesi altri 250€ vedi Deboichet)…
CARATTERISTICHE “No bullshit” direbbero gli americani… cioè niente technora o altre diavolerie e schifezze varie che si sentono in giro; le tavole sono 100% carbonio anzi CarboX…in più sono ricoperte di una pellicola chiamata “Revo Skin” che unitamente alle “T stringers”. ovvero stringhe di carbonio sapientemente posizionate nei punti giusti, irrigidiscono ulteriormente la struttura…..ovvero le tavole, grazie al tipo di costruzione composita figlia di un ingegnere guarda caso tricolore, oltre ad essere belle e leggere resistono alla maggior parte delle botte causate dal boma e/o dall’albero; una garanzia di durata in più oltre a quella annuale del costruttore.
Altra innovativa ed esclusiva caratteristica delle T1 riguarda la valvola di pressione interna della tavola…è automatica…cioè non bisogna svitare né avvitare nulla, c’è una membrana interna che fà tutto da sola… Vi assicuro che funziona visto che le tavole le ho portate ad agosto con me a Rodi in aereo e senza che succedesse nulla; per cui scordatevi incidenti e danni dovuti a valvole dimenticate aperte prima di entrate in acqua o, molto peggio, dimenticate chiuse in aereo.
Veniamo ora alla cosa più importante…LA CARENA: questa e' a V verso prua per poi, gradualmente, a centro tavola, iniziare ad essere concava e diventare biconcava nella zona al di sotto delle straps; finisce poi di nuovo a V in prossimità dei famigerati scalini (onnipresenti sugli slalom) che rendono la poppa più manovriera in strambata lasciando nello stesso tempo maggiore appoggio alla tavola ed un migliore deflusso dell’acqua in andatura. Tutto ciò permette velocità elevatissime e massimo confort in strambata quando bisogna cercare di aggredire la boa senza lasciare spazio all’interno. Come preannunciato le tavole da me scelte per le regate slalom dell’anno in corso (se ne possono registrare solo 2 oltre a 4 vele) sono il modello RS 67 (111 litri, lunghezza 239 cm, larghezza 67,5 cm, pinna da 38 cm per vele dalla 6 alla 8 mq.) e il modello RS 84 (133 litri, lunghezza 239, larghezza 84,5 cm, pinna da 48 cm per vele dalla 8 alla 10 mq.)
IN ACQUA Cosa dire……io sono entusiasta…….con l’RS 67 ho guadagnato puliti puliti almeno 2 nodi di velocità in più sul GPS rispetto alla tavola omologa che utilizzavo prima, e ciò solo dopo poche uscite di prova…..per cui…… Sgombriamo quindi subito il campo da dubbi; queste tavole non sono per un uso freeride (per questo, per gli interessati, ci sono i Cross X o Fast X sempre T1), bensì sono dei veri slalom di razza….basta sfilarli dalle bellissime sacche per capire di avere a che fare con dei veri purosangue…non per nulla sono stati sviluppati insieme al “Capo”, al secolo Bjoern Dunkerbeck…pesano poco e l’outline compatto, quasi morbido ed estremamente armonico tradisce una sensazione di facilità che inganna; basta mettere per la prima volta piede su una delle tavole per capire che il gioco è duro, molto duro, direi quasi serio se non fosse che il nostro è lo sport più bello e divertente del mondo. La partenza, soprattutto del 67, è bruciante e, in caso di vento limite bastano due pompate e la tavola entra subito in planata quasi sorprendendo il surfer; io le ho provate con venti dai 14 ai 25 nodi a Rodi (Meltemi docet) con acqua piatta o con chop e le mie sensazioni sono sempre state le stesse: velocità altissime verso limiti che non credo di essere riuscito a raggiungere dato il mio livello. Al traverso sono dei missili e si controllano benissimo con alti standard di confort, al lasco sono mostruose e mostrano tutta la loro tecnicità e fisicità……devo dire che spesso mi sono anche spaventato soprattutto sovrainvelato (me lo leverò mai stò vizio???....), con molto vento e chop paventando catapulte che invece non sono arrivate; le tavole, soprattutto il 67 chiaramente, sono incollate all’acqua e raramente, solo a causa di mie esitazioni in conduzione, si sono imbizzarrite avendo delle pinne notevolissime che funzionano in maniera fantastica (spin out dimenticati del tutto). Per ciò che riguarda la bolina, andatura di certo non gradita dagli slalom, non ho mai avuto problemi e mi sono sembrate tavole ottime e più che adeguate al compito richiesto, mentre ho notato una buonissima predisposizione a passare eventuali buchi di vento e ciò, chiaramente, in misura maggiore nell’RS84. In strambata necessitano di una conduzione precisa e pulita, e basta una corretta pressione sul punto giusto del bordo per ottenere il raggio di strambata desiderato uscendo dalla manovra alla medesima velocità d’entrata; lo stesso dicasi per la virata, certo inutile su tali tavole, ma che comunque è risultata facile e veloce… In definitiva mi sono fatto l’idea di slalom purissimi, senza compromessi, eccezionalmente veloci ed entusiasmanti…..assolutamente da consigliare a tutti quei surfers a cui piace correre sull’acqua ma che nello stesso tempo amano utilizzare un prodotto estremamente tecnico ed all’avanguardia. Direi pertanto che è stato fatto veramente un ottimo lavoro e non vedo l’ora di provare le tavole alle prossime regate. A presto. Cristiano “Cricco” Siringo - ITA512 P.S.: Se mi incontrate in giro non fatevi scrupoli e scroccatemi un paio di bordi….sarà mio piacere farvi provare le Thommen1.
ALTRE MISURE DISPONIBILI (oltre quelle testate): RS 54 241,5 x 54,5 83 lt pinna 30 cm vele – di 6,5 mq RS 59 241,5 x 58,5 93 lt pinna 32 cm vele – di 7,2 mq RS 74 239 x 73,5 123 lt pinna 44 cm vele da 7 a 9,5 mq
Per info sui prodotti 2009 visitate il sito www.thommen1.com, oppure contattate l’importatore italiano Andrea Bargi al cell. 338.1457462.
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01.01.1970 |
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11.05.2008 |
Molto di più su www.wsaction.com. Vivo trevignano romano su lago di bracciano da 15 anni. Ci sono arrivato direttamente dall’arcipelago delle filippine per stare con mia madre. Fuori dalla finestra di casa mia sulla collina, molto spesso vedevo delle vele sfrecciare avanti ed indiet ![]() ro lasciando scie di schiuma bianca sulla superficie dell’acqua. Questa visione mi ha subito affascinato e da quel giorno ho deciso di impare il Windsurf! Molto di più su www.wsaction.comBene la prima volta sono salito sulla tavola, lungo 4 metri e stretto 50 cm ., con una vela di forma triangolare, è stato penoso! Ho provato per quattro ore a tirare su la vela e tentando di rimanere in equilibrio sulla tavola, senza avere successo. Dopo una settiman a sono riuscito a malapena in grado di sostenere l’andatura al lasco ma per ritornare dovevo arenare in spiaggia a 200 metri più giu verso sottovento! Questo significa che dovevo tornare a piedi con l’attrezzatura che pesa un quintale dal punto di partenza! Ma chi me lo fa fare? Però qualcosa mi dice che dovevo continuare… E così dopo un po di mesi ero in grado di planare! Molto di più su www.wsaction.comLa mia prima planata era stata talmente emozionante che ho fatto un bordo lunghissimo., ma per ritornare al punto di partenza ho dovuto attraccare alla spiaggia più vicina, lasciare l’attrezzatura, attraversare la strada e fare l’autostop in costume da bagno, altrimenti me la devo fare a piede per 3 kilometri!! Dopo questa esperienza ho capito che non mi fermerà più nessuno!! Molto di più su www.wsaction.comIl windsurf mi ha dato molti soddisfazione, mi ha fatto conoscere tanti persone ed avere degli amici! Ho avuto modo di viaggiare molto e di vedere tanti posti, spiagge, mari, laghi e fiumi. Il windsurf regala emozioni forti., sensazioni uniche come avere in mano la potenza del vento e volare sopra l’acqua! Vorrei che tante persone provassero queste cose. Molto di più su www.wsaction.comImparare il windsurf nel minor tempo possibile per divertire al massimo ora è possibile con le nuove attrezzature e nuove tecniche di insegnamento! Con 5 ore di lezione potrai imparare a partire, sostenere le varie andature, virare, strambare e ritornare dal punto di partenza! Con altre 5 ore di corso potrai imparare la partenza dalla spiaggia, usare il trapezio e magari con un po’ di spinta di eolo anche PLANARE!!! CRIS DAOS Molto di più su www.wsaction.com |
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18.02.2008 |
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Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing Dopo
due stagioni di test è pronto il nuovo trapezio per il
windsurf della liberty, azienda leader nel campo della produzione di
mute, giubbotti specifici per lo speed e trapezi da windsurf sia wave
che slalom.www.wsaction.com
Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing Grande
interesse ha destato il rivoluzionario trapezio Carbon pro flex mod
-wave. Il modello 2008 da me utilizzato è del tipo a fascia
con struttura interna completamente in Thermo form, rivestita
internamente in neoprene bi foderato per garantire confort e
vestibilità perfetti.
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Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing Ma
la grande rivoluzione sta nel fatto che questo trapezio ha una
struttura esterna completamente in carbonio.
La parte che sostiene la schiena è
stata studiata in modo da offrire al windsurfer un confort ed una
protezione che altri trapezi non possono garantire, tutta la parte
estera è in carbonio di grammatura superiore ai 800grammi per
m2 ed è laminata con una resina molto flessibile, che funge da
collante per le fibre di carbonio, ma che nello stesso tempo permette
alla struttura stessa di avere un minimo di flex, evitando che il
carbonio dopo la laminazione posso diventare troppo rigido e di
conseguenza scomodo.
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Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Questo
tipo di trattamento fa si che la scocca esterna sia indeformabile nel
tempo, e riesca a distribuire tutto il carico della vela in maniera
uniforme, permettendo al surfer di mantenere per tutto il periodo
dell’ uscita una posizione corretta.
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Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Il
trapezio viene venduto con il gancio in acciaio inox del tipo non
scorrevole ed a sgancio rapido, completo di sacca per il trasporto.
Prezzo
mod carbon wave 140.00€
Per
info www.libertywind.ip
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